HIJOS narra l'odissea di una famiglia che in seguito alla dittatura militare in Argentina deve lasciare il paese per rifugiarsi in Bolivia. Pochi anni dopo, ancora per una dittatura, la fuga e l'asilo politico in Svezia. Conosciamo la storia del protagonista, il padre della famiglia, seguiamo la sua infanzia, le storie d'amore, l'attività politica, la scrittura e la passione per la poesia, il carcere, la tortura, l'esilio, il secondo esilio, la grave malattia che lo colpisce e la lotta per la sopravvivenza. Infine: il ritorno in patria e la sua morte. Oggi la madre della storia vive in Argentina, una delle figlie abita attualmente in Svezia e la seconda figlia, interprete della storia e scrittrice della testimonianza, vive e lavora a Bergamo.
HIJOS è stato pensato per i ragazzi a partire dalle scuole medie inferiori e per un pubblico adulto. Numerose quindi le scolastiche al termine delle quali si è lasciato spazio alla visione del video prodotto da Amnesty International "Rispetta i miei diritti - La parola ai rifugiati" (VHS 20 min.) ed un confronto e dibattito con gli allievi.
Lo spettacolo ha ottenuto il patrocinio di
Hijos è dedicato al movimento per i diritti umani H.I.J.O.S (http://hijoslucha.netfirms.com/)
"La giuria, presieduta da Laura Curino, una delle voci più rappresentative del teatro di narrazione italiano, ha premiato come miglior attrice Candelaria Romero, artista di origine argentina, cresciuta e formatasi in Svezia dove la famiglia, in fuga dalla dittatura, ha ottenuto asilo politico. Dal 1992 risiede e lavora a Bergamo dove svolge attività teatrale e di scrittura, lavorando nell'ambito della cosiddetta «letteratura della migrazione». C'era una volta un piccolo uomo... inizia così "Hijos", di cui Candelaria ha presentato un estratto per il premio: una sedia, pentole per terra e uno scialle colore rosso sangue. Hijos narra l'odissea migratoria della famiglia dell'autrice che, in seguito alla dittatura militare in Argentina, deve lasciare il paese per rifugiarsi in Bolivia, e poi da lì in Svzia. A narrare la storia, che descrive eventi drammatici con il linguaggio magico di una fiaba, che si fa poesia grazie alle capacità espressive della Romero, è il padre della famiglia, il piccolo uomo dell'incipit, di cui seguiamo l'infanzia, le storie d'amore, l'attività politica, la scrittura e la passione per la poesia, il carcere, la tortura, l'esilio." Primo premio nazionale Bianca Maria Pirazzoliwww.women.it
"La giuria, presieduta da Laura Curino, ha premiato come miglior attrice l'argentina Candelaria Romero, formatasi presso i laboratori T.E.A. (Taller de Esperimentaciòn Artìstica) a Stoccolma.. L'attrice ha ricevuto come premio un'opera del noto artista Paolo Conti, oltre ai meritati applausi del pubblico in sala, rapito dalla capacità di descrivere eventi drammatici con il linguaggio magico di una fiaba."www.lospettatore.it
"Le storie narrate non vogliono denunciare niente e nessuno, esistono perché sono esistite le persone cui si riferiscono. Questa verità è più terribile di ogni grido, di ogni denuncia. Non a caso, con scelta felice, il racconto è scritto come una fiaba. Di pace, malgrado tutto."Pier Giorgio Nosari - L'Eco di Bergamo
"La Romero recita con un espressivo gestire, con voce suadente, il racconto, fiaba moderna crudele e al tempo stesso ripudio della violenza, inno alla solidarietà umana e alla pace"Gian Carlo Andreoli - Libertà di Piacenza